Espressioni
A volte capita di non essere d’accordo con un personaggio letterario. Una delle protagoniste di questo racconto di D.F. Wallace che sto leggendo, ad esempio, ad un certo punto dice ad un’amica:
“Digli che tuttora non sopporti gli animali perché le facce degli animali non hanno espressione. Neanche la possibilità di un’espressione. Digli di guardarla, di guardarla veramente, la faccia di un’animale, qualche volta”.
Senza espressione? No, cara Julie, le avrei detto se invece di un personaggio letterario fosse stata una persona reale, mi spiace ma non è così. E, forse per contrasto, mi è tornato in mente un bellissimo pensiero di Christian Bobin:
“Dovremmo ringraziare gli animali per la loro favolosa innocenza ed essere loro grati perché posano su di noi la dolcezza dei loro occhi inquieti senza mai condannarci”.
Ecco, sì, con questo mi sembra che abbiamo rimesso le cose a posto.
Postato da: bluenote a 03/12/2004 13:58 |
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Sorrisi
“Stati Uniti: l’emergenza influenza cambia la messa cattolica”: solitamente, nella lettura dei quotidiani, le pagine di cronaca le salto a pie’ pari, ma con un titolo così curioso non ho potuto fare a meno di proseguire. E ne è valsa la pena:
“L’emergenza influenza negli USA sta provocando modifiche anche nella liturgia domenicale cattolica. Dopo che le autorità del Vermont hanno tagliato la fornitura di 50mila dosi di vaccino anti-influenzale, il vescovo della diocesi di Burlington, per evitare rischi di contagio, ha invitato i suoi preti, durante la celebrazione delle messe, a non rivolgere più ai fedeli l’invito a stringersi le mani in segno di pace, ma solo a sorridersi”.
Sì, è decisamente un caso di eterogenesi dei fini, ma stavolta in positivo. E sta’ a vedere che se impareremo a sorriderci un po’ di più (cosa che sarebbe auspicabile, in un mondo che si immusonisce sempre di più) dovremo dire grazie a questa epidemia. Sarebbe proprio il caso di dire: benedetta influenza.
Postato da: bluenote a 30/11/2004 08:04 |
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Memorie
“Prenditi il tuo posto nella storia”: beh, davvero ambiziosetto l’obiettivo dei fondatori della Biblioteca della vita. Scopo del sito, come dicono i suoi curatori, è quello di diventare una sorta di “istituzione universale di biografie online”. Chiunque sia colto dal desiderio di immortalità, può quindi iscriversi al servizio ed inviare le sue note biografiche, pronte a sfidare le onde d’urto dei secoli. Disponibili ad essere lette (se mai qualcuno vorrà farlo) da qui all’eternità. I problemi sorgono al momento di cliccare su sign up. È infatti possibile iscriversi pagando una una tantum di 30 dollari ed avendo a disposizione 5 mb di spazio (circa 200 foto, 5 minuti di video o 20 minuti di audio). Ma è anche possibile iscriversi gratuitamente: in questo caso si avrà diritto ad una sola foto e 100 parole. La propria vita in 100 parole? Quasi quasi varrebbe la pena iscriversi solo per provare a raccontarsi in così breve spazio.
Postato da: bluenote a 26/11/2004 13:53 |
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Bessarione
Bessarione? Chi era costui? Si chiederà manzonianamente l’ignaro lettore. Era un teologo, filologo e (quel che qui conta in questo momento) straordinario bibliofilo vissuto nel Quattrocento. Questa bellissima dichiarazione d’amore per i libri mi capita sotto gli occhi proprio nel giorno in cui Repubblica lancia il suo Almanacco dei libri, benemerita iniziativa:
“Sempre, fin dalla tenera e giovanile età, ho messo tutto il mio lavoro e impegno, ogni mio pensiero nel procurarmi libri di qualsiasi tipo di tutte le discipline. A questo scopo, non solo da ragazzo e da giovane, di mio pugno, ne ho trascritti molti, ma anche ogni soldo che ho potuto mettere da parte, vivendo in modo parco e frugale, l’ho speso per comprare libri. Infatti, pensavo che nessun arredo io potessi procurarmi più degno e più splendido, nessun tesoro più utile e straordinario di questi. I libri sono pieni di insegnamenti, sono pieni degli insegnamenti degli antichi, sono pieni di tradizioni, di leggi, pieni di sentimenti religiosi. Essi vivono, si intrattengono in colloquio e parlano con noi. Ci istruiscono, ci formano, ci consolano e fanno sembrare quasi presenti, ponendocele sotto gli occhi, cose che sono lontanissime dalla nostra memoria”.
Parole tanto più significative se si pensa che il libro, al tempo, era merce rara e non si vendeva certo al supermercato in edizione economica.
E tanti auguri alla nuova iniziativa editoriale.
Postato da: bluenote a 20/11/2004 08:56 |
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Amarcord
Il fucilino ad aria con il tappo di sughero tenuto dallo spago, il proiettore Festacolor, lo stabilizzatore elettrico per la televisione, le bustine per fare l’aranciata, il tetrapak piramidale del latte… Va bene che guardarsi troppo indietro è pericoloso, però ogni tanto si può, no? E allora cosa c’è di meglio di questo sito (davvero una bella e casuale scoperta) dedicato a chi era bambino negli anni ’60 e ’70? Non per nostalgia fine a se stessa, ma per risvegliare –come dicono gli autori- “la nostra memoria bambina”. E c’è davvero da perdersi tra Nino Castelnuovo che salta la staccionata dell’Olio Cuore, l’omino coi baffi della Bialetti, le bustine della Gazzoni per fare l’acqua frizzante, Pippi Calzelunghe, Woobinda…. Sì, sì, ogni tanto un bel massaggino alla memoria ci vuole proprio.
Ah, esiste anche la versione anni ’80 e ’90, qui.
Postato da: bluenote a 18/11/2004 15:43 |
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Dubbi
Non so perché (o forse sì) ma questo genere di cose mi procura un leggero stato di angoscia. Ho anche provato a pensare che sia tutto uno scherzo, ma non credo lo sia. Purtroppo.
Postato da: bluenote a 16/11/2004 08:10 |
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Orfani di Topo Gigio
Sì, va bene, al mondo ci sono i problemi che ci sono e questa sembra una cosa minimale, ma chi ha amato Topo Gigio non avrebbe mai voluto leggere una notizia del genere:
"Lo «Zecchino d’oro» perde Topo Gigio e lo sostituisce con un altro topo, il «giornalista-investigatore» Geronimo Stilton. «Ma cosa mi dici mai...», esclamerebbe, con l’inconfondibile voce di Peppino Mazzullo, il simpatico roditore inventato da Maria Perego, che ha accompagnato, in quasi cinquant’anni di onorato servizio, intere generazioni di bambini. Tant’è, ma la 47ma edizione del festival canoro per i più piccini, in onda da martedì prossimo fino a sabato su Raiuno, in diretta dagli studi dell’Antoniano di Bologna, si presenta senza un pezzo di storia che appartiene al Dna della tv pubblica: è un’epoca che si chiude. Succede infatti che il simpatico roditore sia traslocato su Italia Uno, ma la creatrice sarebbe stata disponibile anche a farlo comparire allo Zecchino, se qualcuno glielo avesse chiesto.
Conferma infatti: «Negli anni passati mi hanno sempre telefonato una settimana prima della programmazione quindi, fino a qualche giorno fa, non mi ero preoccupata che nessuno si fosse fatto vivo. Poi ho saputo che Gigio sarebbe stato sostituito». Si unisce al rammarico Mazzullo, che oltre alla voce è anche l’anima del mitico topolino: «Tutta questa faccenda mi ha un po’ disgustato.
Parole sante. Anche un piccolo roditore può essere un patrimonio. Io non temerei di aggiungere anche *culturale*. E guai a chi ride.
Postato da: bluenote a 13/11/2004 16:35 |
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Occasioni perdute
Eppure il giro di boa lo avevo superato. Ma, arrivato a pagina 165 su 325, ho dovuto mio malgrado applicare il terzo punto del decalogo di Daniel Pennac sui diritti del lettore: quello di non finire il libro. E sì che, desideroso di leggere un po’ di buona narrativa, avevo riposto un bel po’ di speranze su quel Il dolore perfetto di Ugo Ricciarelli, fresco vincitore del Premio Strega. Il problema non è che non sia una buona lettura per quello che c’è. È quello che manca ad appesantire il tutto. Mancano quasi totalmente i dialoghi tra i protagonisti di quella che è pure una vicenda avvincente. Mancano quasi totalmente le descrizioni dei personaggi e dei luoghi. Manca quasi totalmente l’approfondimento psicologico dei personaggi al punto tale che uno, incontrandoli, non saprebbe che dire loro. Eppure è questa, a giudizio di molti, la prova del nove dell’autentica arte narrativa. Mancando quanto sopra, tutto si riduce ad una lunga descrizione di avvenimenti che sembra quasi un bignami dell’opera originale. Una volta a non finire un libro mi sentivo quasi in colpa, ora non più. Ma un po’ di amarezza rimane ancora, come quelle lasciate da un’occasione perduta, da un incontro che prometteva molto e alla fine ha lasciato ben poco.
Postato da: bluenote a 10/11/2004 16:04 |
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Tecnologia
Ogni tanto capita di incontrare persone allergiche alla tecnologia. A costoro bisognerebbe mostrare questa stupenda animazione, che solo la moderna tecnologia ha saputo realizzare e farci vedere. Un viaggio di circa un minuto dalla Via Lattea all’universo subatomico. Assolutamente da non perdere.
Postato da: bluenote a 08/11/2004 15:18 |
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Integrazioni
Visto e considerato che al supermercato bisogna pure andarci, meglio approfittare dell’occasione per imparare qualcosa. Ecco che giunge quindi a puntino questo libretto distribuito gratuitamente e intitolato: “Prodotti italiani nel mondo”. Senza esagerazioni, ma varrebbe davvero la pena introdurne la lettura obbligatoria nelle scuole come antidoto all’intolleranza. Già, perché i prodotti suddetti sono andati in giro per il mondo al seguito dei nostri emigranti. Ecco quindi ciociari in Irlanda, garfagnini in Canada, friulani e veneti in Argentina, piemontesi e trentini in Brasile e italiani d’ogni dove in USA e in Australia. Sempre con i loro prodotti al seguito. Che spesso finiranno per fondersi con le tradizioni locali, com’è il caso dei “meatballs spaghetti”, in cui l’italico spago nostrano serve da accompagnamento alle tipiche polpette americane. Certo: l’Artusi avrebbe magari qualcosa da ridire, ma è bello pensare come i prodotti alimentari finiscano con l’andare più spesso d’accordo tra di loro di come facciano gli umani. Chissà che magari qualcuno, un giorno o l’altro (e magari in quel di Treviso) finisca per inventarsi una pizza al cous – cous. Speriamo solo che il sindaco non intervenga per far togliere le sedie dalla pizzeria come una volta fece con le panchine dei giardinetti per non farci sedere gli immigrati.
